L’ordine delle parole nella proposizione ha per prima e più sicura norma il loro valore logico nella proposizione stessa.
Quando tutte le parti della proposizione sono disposte nell’ordine più semplice, vale a dire: prima il soggetto, dopo il predicato, ed ultimi l’oggetto diretto e l’indiretto, allora dicesi che la costruzione è diretta.
Alcune volte però, per dare maggiore efficacia e vigoria allo stile, si dà un ordine differente alle parole della proposizione e si ha la proposizione inversa od indiretta.
Come per la collocazione delle parole, così la materia assume, a seconda dello stile, un ordine predeterminato.
Avviene non di rado, salvo lo stile, che l’invenzione di una tecnica produca un artificio o addirittura un sistema linguistico a cui riferirsi.
La differenza rimane sempre e comunque riferibile solo alla naturalezza o alla nuda semplicità, che determina una capacità diretta o indiretta di porsi rispetto alla conoscenza tecnica, con una completezza di dominio e una serenità tale da superarla di fatto, liberando le possibilità espressive ed inventive, dai vincoli di una rigidezza legata al virtuosismo tecnico.
In tal senso ecco che questa definizione di classicità, espressione della riproducibilità tecnica secondo un modello, nulla a che vedere con il principio che vale per tutte quelle “cose” riconoscibili e d’arte, capaci di porsi al di fuori di una determinazione stilistica di appartenenza e sempre attuali.
Stefano Alinari
Bodyfurnitures
Marco Borghesi
Fabio Bortolani
Carolina Cecchin
Mimmo Di Cesare
Petr Dvorak
Fausto Maria Franchi
Sarah Herriot
Iro Kaskani
Krisoviro
Stefania Lucchetta
Manuganda
Claudio Mariani
MiES
Pampaloni 1902
Karl Heinz Reister
San Lorenzo Silver
Gianluca Staffolani
Takirai Design
Daniela Bensason
Alberto Zorzi
Francesca Corradini
Jacqueline Ryan
Marina Calamai
MiES ® 2006-2012 – PI 03090640362
Acciai come memoria
galleriamies024006.jpg galleriamies024005.jpg galleriamies024004.jpg galleriamies024003.jpg galleriamies024002.jpg galleriamies024001.jpg
AQA . conteporary opals